CO2 in atmosfera: troppa o poca?

In atmosfera abbiamo un 78% di azoto, un 21% di ossigeno, un 1% scarso di argon e solo al quarto posto, medaglie di legno, con 420 ppm, troviamo la CO2 lo 0,042%.

Cresciuta di un 25% in 50 anni è oscillata, negli ultimi 800.000 anni, tra 200 e 300 ppm (parti per milione), con un periodo di circa 100.000 anni. Negli ultimi 150 anni ha superato il massimo storico di oltre un terzo: +33% in un periodo mille volte più breve che nelle normali oscillazioni!

Escludendo il vapore acqueo, l’anidride carbonica costruisce l’80% di tutti i gas serra, ovvero di questi gas che, per via della loro struttura chimica, risultano trasparenti alla radiazione (solare) a onda corta (ultravioletta) in entrata in atmosfera, e opachi a quella a onda luna (infrarossa) riemessa dalla terra per essere dispersa nello spazio. Fungono in sostanza da ombrello planetario.

Ma perché escludere il vapore acqueo?

Perché lui fa parte di cicli naturali, mentre il bruciare combustibili fossili, che hanno impiegato milioni di anni per formarsi in pochi decenni, come se non ci fosse un domani, è tutto meno che un ciclo naturale. Abbiamo forzato il sistema, rompendo il giochino… Vero che anche il contenuto di vapore acqueo, laddove venga alterata l’immissione da una forzante estranea al ciclo dell’acqua, come per esempio una eruzione vulcanica sottomarina, può subire scostamenti, ma i tempi di permanenza in atmosfera e di riassorbimento sono sensibilmente più brevi.

Ma comunque, la questione della CO2 è poca cosa, mi si obbietterà, potrà mai essere lei il problema? In fondo è solo lo 0,042%!

Vero. Ma anche in decimo di grado in inverno. tra 0 e +1 è determinante nel farci arrivare a terra pioggia piuttosto che neve o viceversa. Anche un antistaminico da 10mg può far smettere di lacrimare e starnutire una bestia di 83kg in poco tempo. E quello è solo lo 0,000012% della sua massa!

Il troppo, stroppia. A volte anche il poco…

Federico Benuzzi