Come è fatto un anticiclone e perché porta così caldo?

Tutti lo conoscono ma forse non tutti sanno di cosa si parla. L’anticiclone, in contrapposizione a ciclone, è una figura atmosferica dotata di moti discendenti dell’aria che nasce per due motivi:

  1. TERMICI, quando aria fredda a causa della sua maggior densità tende a depositarsi nel bassi strati (è il caso del noto anticiclone russo-siberiano, ma semplicemente anche di quello invernale della pianura Padana).
  2. DINAMICI quando l’aria calda scende dalle alte quote per spinta operata dalla circolazione generale dell’atmosfera.

Approfondendo quest’ultimo aspetto – che è poi quello che maggiormente ci interessa dato che determina le condizioni meteorologiche su una data area – dobbiamo sapere che la differenza di temperatura (e quindi di pressione) tra le latitudini polari e quelle tropicali genera un “gradino” atmosferico, un canale entro il quale forti venti tentano di compensare proprio questo salto. Le improvvise deviazioni imposte dal passaggio di queste correnti (che per motivi legati alla rotazione terrestre provengono da ovest) su oceani e continenti causano vistose ondulazioni: i cavi d’onda sono i cicloni (colmi di aria fredda polare), le creste sono i nostri anticicloni i quali, come sarà facile intuire, sono ricolmi dell’aria calda raccolta alle latitudini subtropicali dove risiedono.

Cicloni e anticicloni si passano dunque energia l’uno con l’altro: il cavo d’onda ciclonico “presta” aria all’anticiclone a livello delle quote superiori, dove si ha un accumulo di massa e dove l’aria pertanto è costretta a sfogare verso il basso. Ecco perchè nell’anticiclone si hanno moti discendenti.

Ma l’aria quando scende di quota si comprime si riscalda. Questo riscaldamento, ancora più evidente quando l’origine della massa d’aria è di natura subtropicale continentale (nord-africana), allontana la massa d’aria dalla saturazione e quindi dissolve la nuvolosità dando luogo a cieli sereni in quota. Le condizioni di cielo sgombro da nubi determina, soprattutto in estate, un ulteriore aumento delle temperature, tale da generare ondate di caldo. Parallelamente però, soprattutto alla fine del suo ciclo di vita, schiacciando l’aria verso il suolo aumenta l’evapotraspirazione di suoli e piante con progressivo ristagno di umidità e inquinanti. Ecco perché l’anticiclone può portare nebbie e nubi basse, soprattutto nella stagione fredda.

Cosa può far bloccare un anticiclone e renderlo stazionario?

La velocità di sviluppo delle nostre onde, cicloniche e anticicloniche, determina la velocità di evoluzione di cicloni e anticicloni: più le correnti sono veloci e più le onde saranno poco sviluppate in latitudine e più rapidamente evolveranno. Più le correnti saranno lente e più lenta sarà l’evoluzione delle figure atmosferiche fino ad un punto critico che ne determina il blocco; il tempo si inceppa, parte l’anomalia.

Solo lo sblocco da parte della circolazione generale dell’atmosfera permetterà al tempo di riprendere la sua normale evoluzione, ma a volte ci possono volere anche intere settimane.

Luca Angelini