12 May 2021

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Gas SERRA, quello che non sai…

Una doverosa premessa: spesso si sente parlare del cosiddetto “effetto serra”, quale responsabile del riscaldamento globale in atto nell’atmosfera terrestre: errore. L’effetto serra è un fenomeno del tutto naturale, senza il quale non sarebbe possibile alcuna forma di vita sulla Terra. In concreto difatti l’atmosfera funziona un po’ come una serra, per lo più trasparente nei confronti di buona parte della radiazione solare, che giunge sotto forma di onde elettromagnetiche (onde corte), ma opaco nei confronti della radiazione riemessa dalla Terra (onde lunghe).

Basti pensare che, senza la protezione offerta dai gas serra che compongo la nostra atmosfera, la temperatura media sulla terra, anzichè essere +15°C, sarebbe ben -18°C! La buccia azzurra atmosferica quindi è costituita da una miscela di diversi gas, presenti in proporzioni variabili. E’ proprio la concentrazione di questi gas a regolare quanta energia debba essere trattenuta dall’atmosfera, piuttosto che dispersa verso lo spazio. Quelli che assorbono la radiazione infrarossa sono dunque chiamati gas serra. Tra questi l’anidride carbonica, il valore acqueo, il metano, il protossido di azoto e altri minori. Quindi, il global warming non è dovuto all’effetto serra, ma ad un “eccesso” di effetto serra. In pratica, se la nostra serra funziona troppo bene, le nostre piante rischiano di venire danneggiate.

Ogni gas serra, anidride carbonica, metano, vapore acqueo, protossido di azoto, agisce in modo diverso a causa della propria complessità molecolare. Basti pensare ad esempio che il metano ha un potere di trattenimento del calore più elevato in assoluto ma , essendo disciolto in basse quantità, ha un impatto marginale sul bilancio energetico totale. Discorso diverso per l’anidride carbonica che, a fronte di un “rendimento” meno performante, è decisamente molto più abbondante in atmosfera e, oltretutto, rimane in sospensione per molto tempo.

E che dire del vapore acqueo? Ancora più abbondante, dovrebbe essere l’ago della bilancia del nostre effetto serra. In realtà le continue trasformazioni cui è sottoposto nel corso del ciclo dell’acqua (i passaggi di stato come ad esempio evaporazione, condensazione) ne limitano la presenza nel tempo rispetto alla CO2, poichè “ripulito” in continuazione dalla formazione di nubi e precipitazioni. Ecco perchè l’anidride carbonica rimane la maggior responsabile del riscaldamento globale in atto.

Concludo citandovi un recente studio, comparso sulla rivista “Carbon Balance and Management” condotto da un gruppo di ricercatori russi, i quali hanno messo a punto alcuni modelli di simulazione atti a comprendere il legame tra CO2 e cambiamenti climatici.

Igor Mokhov e Alexey Eliseey, durante la stesura dei dati da inserire nei calcolatori, hanno ipotizzato che le emissioni prodotte dai combustibili fossili, anziché diminuire come disposto dai vari protocolli ambientali, vadano ad aumentare nei prossimi 250 anni in modo esponenziale (in pratica quello che sta accadendo in concreto). I risultati sono sorprendenti, dato che il percorso parallelo tra quantitativi di CO2 in atmosfera e relativo feedback (i fenomeni di reazioni posti in essere dall’atmosfera) raggiungerebbe un picco massimo durante il quale azione e reazione inizierebbero ad annullarsi a vicenda. La conseguente successiva diminuzione delle concentrazioni di CO2 azzererebbe dunque il feedback stesso facendo ripartire il ciclo dall’inizio. In altre parole, sarebbe la fine del riscaldamento globale.

A questo punto, tenendo per buono lo studio, resterebbe da capire quanto ci manca per raggiungere questo  rovente “inizio”…..

Luca Angelini

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