Il freddo non molla: mezza Europa a rischio gelate tardive

Esiste un rischio elevato di gelate notturne e mattutine anche importanti in gran parte dell’Europa centrale. La massa d’aria che continua a defluire dal Circolo Polare Artico attraverso i paesi Scandinavi è così fredda per la fine di aprile che potrebbe danneggiare in modo significativo alberi da frutto in fiore, vigneti e raccolti. Tale rischio sussiste anche in Italia, pur se in misura minore, grazie alla parziale protezione offerta dall’arco alpino. Al nord comunque ci sono già state brinate notturne, specie in val Padana.

Il grosso dell’aria fredda comunque rimarrà confinato al di là delle Alpi, come possiamo notare dalla cartina qui sopra evidenziata, dalla quale si evincono i valori minimi notturni stimati dal modello di nostro riferimento per la prossima notte, quella su lunedì 22 aprile. Interi paesi come Francia, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Slovenia e Ungheria faranno registrare valori abbondantemente al di sotto dello zero.

Una risalita, seppur molto lenta, è attesa nei giorni successivi, mentre l’esaurimento del flusso freddo è atteso non prima di venerdì 26-sabato 27 aprile. Proprio il prolungarsi di questo stato dell’arte potrebbe stressare in modo particolare la vegetazione in fiore e creare danni enormi.

Luca Angelini