Quando si esaminano le temperature di mari e oceani quasi sempre si considerano, per motivi pratici, i valori superficiali delle acque. Il valore è quello medio che si registra nello strato rimescolato compreso tra il pelo dell’acqua e il termoclino, ossia il limite delle acque profonde. Lo studio cui ci siamo riferiti nella stesura di questo articolo invece è andato a sondare un volume d’acqua davvero considerevole che comprende i primi 2mila metri di spessore.
Ebbene, i risultati sono sintetizzati nel grafico qui sotto proposto e sono sconvolgenti: qualsiasi media statistica si prenda a riferimento, il calore accumulato dalle acque dei nostri oceani è in salita vertiginosa. L’unità di misura del Sistema Internazionale, il Joule, restituisce un numero elevatissimo, oltre 1 triliardo di Joule (una cifra con 22 zeri!).

Scendendo un po’ più nel dettaglio, è evidenziato in colore rosso l’andamento medio trimestrale di questo valore tra luglio e settembre 2019, in nero l’andamento medio annuale registrato nel 2018 e in blu l’andamento quinquennale a partire dagli anni Sessanta ad oggi. Si noti l’accumulo rapido e quasi ininterrotto di calore per 2mila metri di spessore oceanico dal 1970 ad oggi, una quantità di calore immane che necessiterebbe di un tempo incalcolabile per venire smaltito.
Eppure c’è chi crede che la prossima era glaciale sia dietro l’angolo…
Luca Angelini
Powered by Siteground
