L’anticiclone russo senza il… FREDDO

L’anticiclone russo-siberiano, una vera e proprio macchina da guerra, una fabbrica di gelo da far paura, da far intirizzire tutta l’Europa. L’anticiclone russo-siberiano, una figura che nasce quando le interminabili notti invernali raffreddano filo al gelo estremo i suoli delle sterminate pianure euro-asiatiche. L’anticiclone russo-siberiano, a suo tempo chiamato con timore quasi reverenziale “l’orso” quale antitesi delle temperate correnti dell’oceano, ormai quasi sparito dalla circolazione anche per mano dei cambiamenti climatici.

Negli ultimi giorni qualcuno ha creduto di rivederlo lassù alle alte latitudini, disteso placidamente tra la Russia e la penisola Scandinava. Realtà o illusione? Beh, l’anticiclone effettivamente c’è, lo si vede bene dalle carte meteorologiche (quelle rappresentate sono previste per martedì 5 marzo), tuttavia già il fatto che le sue propaggini si spingano fino ai paesi Scandinavi può indurre già ad un sospetto: che si tratti di una figura dinamica, ossia nata per infusione di aria subtropicale dalle quote superiori e non per irraggiamento termico dei bassi strati.

Si, perché c’è anticiclone e anticiclone: quello russo-siberiano propriamente detto è di natura termica, ossia si trova solo a pelo del suolo, proprio laddove grava il peso dell’aria gelida, quello di origine dinamica nasce per discesa di aria calda dalle quote superiori. Dunque a quale figura ci troviamo di fronte in questi giorni? La natura dinamica è chiara e da qui ecco il motivo per cui il freddo che ci si potrebbe aspettare non arriva. Non arriva perché proprio non c’è: guardate il profilo delle temperature nettamente al di sopra della media, proprio come si addice agli anticicloni dinamici, anche quelli che nascono sui cieli della Russia.

Luca Angelini