
Solo alcuni giorni fa avevamo menzionato in questo articolo i risultati di uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori sulla rivista scientifica “Nature” riguardo l’impatto dell’attuale doppio segnale (naturale e antropico) di cambiamento climatico globale in relazione ai normali cicli glaciali e interglaciali.
Questi risultati erano apparsi da subito impressionanti, tanto da far ritenere agli scienziati che il segnale antropico del riscaldamento in atto stia addirittura ritardando l’ingresso verso la nuova era glaciale. I due segnali in pratica viaggiano in senso opposto ma su tempistiche differenti: il raffreddamento naturale su base millenaria, il riscaldamento antropico su base decennale.
In questo grafico, riferito ad un ulteriore studio a riguardo, una ulteriore conferma. Si noti in particolare la forzante naturale tracciata con la linea azzurra e quella antropica contraddistinta dal trattino rosso finale: 100 anni contro 20 mila, questa è la proporzione del cambiamento in atto, quella che determina la rapidità mai vista di questo cambiamento e quindi la sua potenziale pericolosità.
In parole spicce, 100 anni di utilizzo dei combustibili fossili hanno prodotto un riscaldamento che, per essere compensato, necessiterebbe di un raffreddamento naturale pari a ben 5 mila anni! Tutto ciò equivale a dire che, a conti fatti, ci stiamo catapultando fuori dall’Olocene in un contesto climatico sconosciuto, con tutte le conseguenze del caso, anch’esse naturalmente ignote.
Luca Angelini
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