6 July 2020

Proiezioni stagionali, che valenza hanno?

C’è qualcuno che giura di sapere come sarà la prossima estate; magari sono gli stessi che lo scorso anno avevano annunciato inverni da brivido e che ora, sicuri che tutti se ne siano scordati, fanno finta di nulla e continuano a prevedere l’impredicibile saltando da una stagione all’altra.

Sul fatto che l’atmosfera sia un sistema complesso e che i sistemi complessi abbiano un comportamento non lineare abbiamo sprecato, si fa per dire, approfondimenti, articoli, editoriali, video eppure…. Eppure c’è ancora chi su queste previsioni stagionali ci fa ancora affidamento.

Dov’è l’errore?

L’errore anzitutto è quello di chiamarle “previsioni”, mentre sarebbe meglio chiamarle “tendenze“.

Le PREVISIONI sono quelle per domani, per dopodomani e al massimo arrivano a 4-5 giorni su una scala spaziale che può scendere anche al dettaglio regionale.

Le TENDENZE sono quelle che vengono elaborate ai fini di controllo climatologico a livello continentale e vengono prodotte dall’accostamento di particolari metodi probabilistici ad altri prettamente statistici. Si tratta di metodi sperimentali che possono fornire qualche indicazione sui valori medi di determinati parametri climatici, anche sotto forma di anomalia rispetto alla climatologia media. L’esito di questo procedimento potrà dare qualche frutto solo tra diversi anni, quando nei database saranno stati raccolti dati sufficienti. Proprio per il fatto che si basano su metodi sperimentali, queste tendenze dovrebbero rimanere prerogativa dei Centri di Calcolo e invece la pubblicazione dei dati grezzi ha sollevato il problema dell’uso scorretto di questi prodotti, scambiati per normali carte meteorologiche.

Insomma, ancora una volta dobbiamo ricordarci di non confondere tempo e clima e ora, anche di non confondere previsioni e tendenze. Dunque che valenza hanno queste cartine colorate per chi non è esperto e non ha sufficienti nozioni per interpretare correttamente i relativi prodotti?

Valenza ZERO.

Luca Angelini