Quando il Mediterraneo diventò un enorme deposito di sale

Un recente studio pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment ha svelato nuove e affascinanti informazioni sulla crisi di salinità che ha interessato il Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa. Questo evento, noto come Crisi di Salinità Messiniana (MSC), ha trasformato il bacino del Mediterraneo in un vasto deposito di sale, con importanti implicazioni per il clima e l’ambiente globale.

La ricerca, che ha coinvolto scienziati internazionali e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha esplorato le cause e le conseguenze della formazione dei cosiddetti “giganti di sale“. Questi enormi depositi evaporitici si formano in bacini marini semi-chiusi, dove l’evaporazione supera l’apporto d’acqua dolce, portando alla precipitazione di minerali come il gesso e la halite.

Durante la MSC, il Mediterraneo sperimentò una riduzione significativa del livello dell’acqua a causa della chiusura progressiva del collegamento con l’Oceano Atlantico. Questo isolamento portò alla deposizione di oltre 1 milione di chilometri cubi di sale nei suoi bacini. La formazione di questi depositi ha alterato la composizione chimica degli oceani, aumentando il pH oceanico, diminuendo la pressione parziale dell’anidride carbonica atmosferica e contribuendo a un raffreddamento globale.

L’evento di chiusura del Mediterraneo si concluse circa 5.3 milioni di anni fa con l’inondazione Zancleana.

Credit: INGV Ambiente

Report Luca Angelini