Una ondata di FREDDO può smentire il riscaldamento globale?

In più di una occasione, e soprattutto in fasi meteorologiche particolari come l’attuale, ci troviamo nelle condizioni di dover rispondere a commenti a dir poco illeggibili, molte volte anche irrisori e poco rispettosi verso la categoria dei meteorologi e del climatologi (ovvero dei professionisti del settore) in quanto ritenuti “sostenitori” di un fenomeno a loro antipatico noto come “riscaldamento globale”. Il riscaldamento globale è l’aumento delle temperature rilevato dai termometri di tutto il mondo rispetto alla climatologia del passato. Ovvero i termometri di tutto il mondo misurano temperature che, man mano passa il tempo, sono sempre più elevate. Non è quindi una teoria, non è un complotto messo in piedi da meteorologi e climatologi, ma la semplice realtà, un dato di fatto.

Tuttavia, come accade per il giorno e per la notte, le temperature salgono e scendono a fasi alterne nell’arco delle 24 ore, nell’arco delle settimane e dei mesi. Se pretendo di dimostrare che le temperature globali scendono prendendo ad esempio i dati serali di casa mia, posso essere considerato una persona seria e credibile? No di certo, questo perché un qualsiasi dato, considerato in questo breve lasso di tempo (24 ore), non è sufficiente a dimostrare che, per esempio, andiamo incontro ad una stagione piuttosto che ad un’altra. Quello che conta è infatti il trend complessivo nell’arco dei mesi; solo con il tempo si può dimostrare se le temperature effettivamente stanno aumentando (andando verso l’estate) o diminuendo (andando verso l’inverno). Dunque i valori di un solo giorno e di un solo luogo non sono sufficienti a giustificare quello che accade in tutto il mondo e per lunghi periodi. Ma questo concetto tanto semplice e basilare, sembra proprio non volere entrare in testa a taluni, confidando per altro della loro…. buona fede.

  • Possibile che non si capisca che in Italia sui 3 mesi estivi appena trascorsi (giugno-luglio-agosto), ovvero un totale di 90 giorni, solo 3-4 giorni hanno fatto rilevare temperature sotto media, 5-6 in media e i restanti 75-80 con temperature sopra la media e, di questi, almeno la metà MOLTO al di sopra della media? Come possono dunque quelle 10 giornate tra media e sotto media a bilanciare il numero spropositato di giornate sopra media? Se dunque la media è il clima del passato e oggi le temperature sono più elevate rispetto a tale riferimento, vuol dire che ora fa più caldo che in passato. E anche questa non è una teoria, ma un dato matematico. E 2+2 fa sempre 4 anche se qualcuno vorrebbe facesse 3.
  • Possibile che non si riesca ad afferrare il concetto che non si può giudicare la climatologia di una intera stagione usando un singolo evento? Può, ad esempio, la nevicata di venerdì sulle Alpi, negare il riscaldamento globale? No; primo perché si tratta di un’area circoscritta (e i confini sono quelli imposti dalla discesa fredda in atto). Secondo perché prima e dopo ha fatto periodi anche prolungati e ripetuti molto più caldi della media, e non solo sulle stesse Alpi, ma anche su aree molto più vaste.
  • Possibile che non si riesca a cogliere il significato del termine “riscaldamento GLOBALE“, globale ovvero che coinvolge tutto il pianeta, e non solo il nostro quartiere? Se lo facessimo, scopriremmo che attualmente l’Italia e l’Europa meridionale si trovano sotto una corrente fredda defluita dall’ Artico, e questo giustifica le temperature sotto media: se tuttavia allarghiamo solo un poco i nostri orizzonti vedremmo che su tutto il pianeta sono maggiori le aree con temperature sopra media rispetto a quelle al di sotto. In area scandinava, atlantica e sull’Europa orientale, tanto per fare un esempio, fa molto più caldo di quanto dovrebbe. Il freddo è solo un piccolo canale rivolto verso di noi. Legge di Murphy? Mettetela come volete, fatto sta che quello che conta è il computo totale che, per quanto riguarda le temperature globali è comunque sopra media.
  • Possibile non comprendere questi semplici concetti? Guardiamoci nelle palle degli occhi: no, non è possibile. Qui infatti il quoziente intellettivo e i titoli di studio non contano: conta solo la buona fede e la volontà di capire la realtà anziché vivere di fantasie piegandola ai nostri desideri

Luca Angelini