Viaggi aerei sempre più turbolenti nei prossimi anni, ecco perché

La tragedia dell’aria avvenuta qualche giorno fa, con un morto e diversi feriti a causa delle forti turbolenze subito da un volo di linea sulla rotta Londra-Singapore, ci offre lo spunto per introdurre un argomento che sta diventando sempre più di attualità. Negli ultimi anni, i viaggi aerei sembrano essere diventati più turbolenti, e anche i piloti riportano sempre più episodi di turbolenza a bordo, con un aumento anche della gravità dei singoli eventi.

Non è però solo una impressione:; recenti studi hanno rilevato che l’aumento delle temperature globali influisce sulla stabilità atmosferica. In che modo? Il rallentamento e lo spezzettamento dei massimi di vento a cavallo delle correnti a getto è una delle cause più frequenti. Questo processo infatti provoca un aumento delle turbolenze, soprattutto alle quote di crociera degli aerei di linea. In particolare, episodi di “turbolenza di aria chiara” (in gergo clear air turbulence) stanno diventando più frequenti e più intensi. Questo tipo di turbolenza è difficile da prevedere e da gestire perché tipicamente si verifica in assenza di nuvole visibili, ed è quindi non visibile dai radar meteorologici a bordo. E’ quello che ha interessato il volo SQ321 della Singapore Airlines, di recente al centro delle cronache mondiali.

Uno studio a guida INGV ha esaminato come i cambiamenti climatici dunque offrono il sottofondo ai processi meteorologici che influenzano la turbolenza per gli aerei che volano sopra l’Europa. È emerso che esistono degli “hot spot“, ovvero dei settori dove questo fenomeno è più frequente e rilevante. In Europa questi episodi di turbolenza sono in aumento soprattutto sopra il Regno Unito, l’Europa settentrionale e il Sud Mediterraneo.

Altri studi hanno dimostrato come la turbolenza aerea potrebbe aumentare fino al 149% entro la metà del secolo, se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale. Questo non solo rende i voli meno confortevoli, ma può anche aumentare i costi operativi per le compagnie aeree e, in casi estremi, rappresentare un rischio per la sicurezza.

Report Luca Angelini