28 November 2021

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COP26: restare nella soglia di +1.5°C è un miraggio

È finito da poco il G20 con le promesse di “emissioni zero“, ed inizia ufficialmente la COP26, ovvero la ventiseiesima Conference of the Parties, cioè i 197 (196 paesi + EU) che hanno firmato la convenzione UNFCCC del 1994 (Accordi di Rio). È anche l’ennesima conferenza sul clima dove si dovrebbero prendere delle decisioni coraggiose. Al momento i precedenti incontri non hanno avuto molto successo come si vede nel grafico: la CO2 cresce incurante delle varie conferenze sul clima. Come si legge nel sito della COP26, l’obiettivo principale è quello di “azzerare le emissioni nette [di CO2] a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento delle temperature a +1.5°C [rispetto all’era pre-industriale]”, ovvero entro i limiti decisi durante la COP21, noti anche come Accordi di Parigi.

Purtroppo però al momento restare entro la soglia dei +1.5°C è un miraggio. Infatti, non solo siamo già a +1.1°C, ma secondo Climate Action Tracker le politiche ambientali attuali ci riservano un futuro a +2.9°C nel 2100, mentre quelle promesse al momento “solo” +2.4°C. Inoltre secondo i modelli abbiamo meno di 8 anni per andare ad emissioni zero e restare sotto +1.5°C, e circa 25 anni per arrivare al 2100 con meno di +2.0°C. Ricordiamoci che il 2100 è fra 80 e non fra 8000 anni, e che le conseguenze del riscaldamento globale non aspetteranno il veglione di capodanno del 2099 per farsi sentire.

Post e grafico di Galselo Wrapsy, revisione di Daniele Visioni e Roberto Ingrosso