
Man mano che passano le settimane, con l’inverno che sfila via sotto mentite spoglie, questo interrogativo si fa sempre più pressante. Il tempo inizia a stringere e di freddo come si deve in Europa non se ne vede; la cartina esposta sotto ne è una chiara testimonianza. C’è però da osservare che, nonostante qualche differimento, l’ipotesi di un calo delle temperature nei primissimi giorni di febbraio pare resistere.

Osservate l‘animazione proposta in fondo all’articolo: con il colore rosso (=temperature sopra la media), verrà sostituita dal colore blu (=temperature sotto la media) e non solo in Italia ma anche su gran parte del Continente. La figura che dovrebbe accompagnare e guidare la discesa di aria fredda dalle latitudini polari fin su quelle mediterranee sarà un anticiclone di blocco che andrà a posizionarsi a cavallo dei paesi Scandinavi, oscillando come un pendolo con il vertice tra il mar di Norvegia e la Finlandia.
Vista così parrebbe uno schema ideale per attingere al freddo “giusto” , e così è infatti. Ma quanto freddo potrà essere prelevato se alla sorgente (il Polo Nord) gravano anomalie di temperatura dell’ordine di 20 gradi sopra la media? La risposta nel grafico qui sotto: osservate la possibile fase fredda (prima settimana di febbraio con partenza graduale); le anomalie, tutto sommato modeste (3-4°C sotto la media); l’attendibilità (media, non c’è niente di sicuro).

Insomma c’è ancora da lavorare, ma l’errore che non dobbiamo fare è dare l’inverno per spacciato. C’è ancora tempo e, se ben speso, potrà dare i suoi frutti.
Luca Angelini
