Ghiacci polari in crisi, anche quelli continentali

Ghiacci polari in pessime condizioni. Anche se non siamo ai minimi assoluti (che per ora rimangono quelli registrati nel 2012 per l’Artide e nel 2023 per l’Antartide) stiamo giungendo ai minimi stagionali (ai massimi per l’Antartide) con ammanchi notevoli. Le misurazioni solitamente si riferiscono al ghiaccio marittimo. Le cose però non vanno bene neanche dal punto di vista dei ghiacci continentali.

L’Antartide sta perdendo circa 136 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno, e la Groenlandia sta perdendo 267 miliardi di tonnellate.

Si pensi che queste due aree ghiacciate conservano da sole circa due terzi dell’acqua dolce terrestre. Dal 1993, un terzo dell’innalzamento medio globale del livello degli oceani è causato dallo fusone proprio delle calotte polari. E questo costituisce un serio problema, dal momento che l’approvvigionamento di acqua dolce in molti Paesi dipende da ghiacciai, neve e ghiaccio. L’effetto a cascata di questa fusione massiva peggiorerà nei prossimi decenni, il che rende fin d’ora indispensabile intervenire per rallentare il più possibile il riscaldamento globale. E questo avviene solo diminuendo le concentrazione dei gas serra, sia diminuendo le emissioni, sia ricomponendo il Pianeta con un manto arboreo capace di neutralizzare le stesse.

Luca Angelini