Il primo temporale di agosto…

“Poi, improvvisamente l’estate svaniva; da ponente arrivavano grandi nuvole grigie cariche di piogge e gli odori acri della pineta si tramutavano in folate di vento freddo…”. Questa splendida visione ci riporta agli anni Ottanta, alla leggerezza e alla spensieratezza di “Sapore di Mare“, che si chiudeva con questa malinconica e significativa osservazione del mitico Jerry Calà. Ma sono innumerevoli i detti popolari riferiti a un classico passaggio stagionale che di norma si manifestava subito dopo Ferragosto. Un tempo veniva chiamata, anche dagli esperti, la classica “burrasca di Ferragosto“, poi slittata come “burrasca di fine agosto“. In pratica, da tempo soleggiato e stabile si passava a condizioni più fresche e instabili, quasi sempre a seguito del passaggio di una intensa perturbazione. 

Perché parliamo al passato? Perché di quelle perturbazioni dalle nostre parti ormai non ne arrivano più. Il cambio del tempo è semmai imposto dal passaggio temporaneo di gocce d’aria fredda isolate, talora con fenomeni al seguito anche molto intensi e violenti, ma del tutto temporanei e circoscritti. La mancanza quindi di figure atmosferiche con fronti d’aria ben organizzati ha mandato in pensione la vecchia e cara burrasca di fine agosto, soppiantata dalle moderne e tecnicamente orribili “bombe d’acqua”, alias nubifragi.

Pur se questi passaggi tendono un po’ a ridimensionare le grandi calure del cuore dell’estate, le eventuali “rinfrescate” hanno carattere piuttosto effimero e non determinano tanto meno alcuna “rottura stagionale”, altro caposaldo andato in pensione a causa del nuovo clima, quello che ci siamo, nostro malgrado, cuciti addosso. Il tutto è ormai slittato a settembre e non è neanche detto che la piccola estate settembrina non si metta a sua volta di traverso a rallentare ulteriormente la fine della stagione rendendola, come una impercettibile discesa, quasi inavvertita.

Luca Angelini