FREDDO confermato: arriverà in due fasi, ecco quando

Come abbiamo accennato nel nostro VIDEO, il cambio di circolazione che si attuerà nel corso dei prossimi giorni si accompagnerà all’apporto di aria fredda proveniente da due luoghi di origine differenti: il primo vedrà l’ingresso sull’Europa di aria artica marittima prelevata dal settore groenlandese. La seconda fase vedrà invece l’affondo sul Mediterraneo di aria artica marittima proveniente da nord della Norvegia. Questa distinzione è importante, perché le due correnti avranno impatti diversi e conseguenze differenti. L’apice della fase fredda si realizzerà nel momento del massimo apporto di entrambe le correnti, previsto tra il 19 e il 20 gennaio.

La PRIMA FASE, compresa tra lunedì 16 e mercoledì 18 gennaio, vedrà l’asse del freddo puntare l’Europa centrale e pertanto interesserà con la sua discesa delle temperature soprattutto le nostre regioni settentrionali. Trattandosi di aria marittima il calo delle temperature non sarà uniforme, bensì dipendente dalle precipitazioni che si svilupperanno dal contrasto con l’aria più temperata preesistente sul posto. In linea di massima però entro mercoledì 18 i valori scenderanno al di sotto delle medie su gran parte del nord, sulle centrali interne, tirreniche e Sardegna. Massimo scarto 3-4°C sotto la climatologia.

La SECONDA FASE vedrà la corrente fredda norvegese sarà agevolata nel suo percorso dal corridoio freddo precedentemente già aperto. Per di più, potrà contare su una maggior penetrazione sul Mediterraneo grazie alla minor distanza dai luoghi di origine. Questo favorirà la nascita di un minimo ciclonico sui nostri mari, che risucchierà l’aria fredda permettendole di estendersi a tutta l’Italia. Ecco che, tra il 20-21 e fino almeno al 23-24 gennaio anche le nostre regioni meridionali finiranno sotto media termica. Massimo scarto su tutta l’Italia 3-4°C. Nel frattempo, tra il 19 e il 20 gennaio, lo scarto scenderà fino a 4-5°C sotto la media su nord. Toscana e zone interne della Sardegna.

Anche in questo caso l’efficacia o meno del raffreddamento dipenderà dall’entità e dall’intensità e persistenza di eventuali precipitazioni. Queste ultime certamente non mancheranno ma saranno da valutare al momento, anche per analizzare la quota delle nevicate, argomento che quindi tratteremo in un prossimo articolo.

Intanto voi salvatevi questo sito e tornate a trovarci per le prossime novità.

Luca Angelini